giovedì 3 marzo 2011

Mina


Inverno, altrimenti detto "il tempo della crema per le mani".
Lo riconosci dalla pelle delle mani dolorante e crepata, dal fatto di non riuscire piu a tener su la sigaretta per piu di cinque secondi con la stessa mano, dalla tazza del cesso gelata al mattino, e dalla quantita di guanti scuri zuppi d'acqua e sporcizia che ritrovi morti negli angoli dei marciapiedi e delle strade...
Un ecatombe...
Ne avro incontrati almeno un centinaio nei miei pellegrinaggi.
Non so perche solo quelli scuri, forse perche si mimetizzano meglio sul grigio dell'asfalto e uno non ci fa piu caso.
-If smoke fairies existed...they'd be my friends...-
Coerenza apparte, la Mina era prorpio una bella donna. Non l'ho conosciuta bene, e dal poco che ho visto mi e sembrata una mezza matta. Certi la chiamavano "bidents". Ma era solo perche erano gelosi, gelosi della sua liberta. Ho il vago ricordo -causa stato confusionale da protratto abuso di alcol- di lei che tiene questo discorso consolatorio, tra l'altro molto saggio e commovente, mentre una delle ballerine del Clan Wallace se ne sta su una panchina a piangere.
Sono rimasta stupita quella sera. Perche Mina era li...magari sbronza fraida che non si reggeva in piedi, ma la sua mente era limpida e coerente. Lei c'era. Lei ha vissuto. Al contrario della maggior parte di noi che non ne abbiamo il coraggio.
Magari poteva vivere di piu dira qualcuno. Ma secondo me, se l'e goduta, sta cazzo di vita, goduta davvero.
Quindi cara Mina, se mi stai leggendo, tanto di cappello cazzo. Tanto di cappello.
Ci vediamo lassu. ;) sempre con un sorriso. Magari ti mancavano i denti, ma eri una gran bella donna. Sappilo. Avrei potuto conoscerti meglio, avrei potuto prenderti un po meno in giro, ma tu non eri persona da prendertela, e io non sono persona da diffondere negativita. Morire senza rimorsi e il sogno di tutti, tu ci sei riuscita.
Un bacio, arrivederci...

mercoledì 13 ottobre 2010

Neve


L'inferno e uno schermo nero - l'ho visto mentre stavo svenendo - e il mio vicino di casa vuole ammazzarmi il gatto - l'ho visto prima di aprire gli occhi ieri mattina -.
Sono solo contenta di aggiungere un ulteriore delirio serale che dara un fresco tono fucsia a questo blog dimenticato dalla proprietaria...
Se le Muse non stessero russando pesantemente nella mia testa magari riuscirei a tirar fuori qualcosa di sensato, ma stasera c'e troppo rumore, la luce e troppo forte e mi scappa la pipi...
Insomma un casino!
Parliamoci chiaro, lo e sempre stato, nulla di nuovo nel mio tornado personale che mi scorrazza in giro da sempre (anche in sogno) ma se per una volta stessi nel suo occhio magari sarebbero cazzi solo per chi ho intorno.
Invece no, a quanto pare sono depressa!!! Ma giuro...non l'ho fatto di proposito. A dirla tutta non me n'ero neanche accorta!
Ma non c'e di che preoccuparsi! Mi hanno informata del fatto che sono ancora in tempo a drogarmi per risolvere la cosa!
La vita ha nuovamente dato prova delle sue fini doti creative stamattina, sorprendendomi in tutto e per tutto, e lasciandomi ancora una volta a bocca aperta come una stronza (o forse con un rivolo di bava sul lato come i matti??...chissa...)
E allora diciamolo: sono depressa, voglio morire, adesso mi calo una ventina di pasticche e chiamo aiuto perche cerco solo di attirare l'attenzione. Peccato non averci un feto da strangolare, almeno diventerei famosa come la franzoni.
Ok non faccio ridere nessuno lo so...ma sono la prima a non ridere di ste cose, c'e gente li fuori che sta veramente male...risparmiatevele per loro le vostre pasticche psicotropiche porco dio.
La verita e che sono incazzata nera e severamente intollerante alla superficialita, l'ignoranza, la negativita e quella brutta abitudine di piangersi addosso. Ah...si...e non dimentichiamoci la mania di crearsi problemi.
Sto aspettando la neve, come vuole un detto greco, per vedere una giornata "chiara" (di colore e di mood, si intende).
Oggi pensavo i averla annusata nell'aria, ma penso di dover aspettare ancora un po, after all, non e nemmeno natale (anche se certi esercizi commerciali la pensano diversamente).
Ho una voglia matta di biscotti fatti in casa, per l'odore che emanano quando sono in forno (che rende inevitabilmente invidiosi i vicini), per il colore e la consistenza esibiti a fine cottura, ma soprattutto per il rumore che fanno quando li mordi, oltre quel lento e lussurioso sciogliersi sulla lingua che fa ubriacare anche la piu santa delle papille gustative.
Dovrei decidermi a cominciare a convincere me stessa che mangiarmi le pellicine delle dita non e un valido sostituto all'orgasmo da biscotto...
Ora fumo, devo togliermi st'immagine prepotente dalla mente e concentrarmi su cose tipo...farmi su sta sigaretta!
Ultimamente sto rinunciando a presentarmi col mio nome, tanto la gente non lo capisce e me lo fa ripetere venticiquemilonidivolte (vabbe non esageriamo) prima di arrivare a carpire la successione vocaloconsonantica... Cosi ho deciso di abbreviare a " D " ebbasta.
Sotto un punto di vista e come se abbreviassi me stessa though...
Bella li...stasera mi sento un abbreviazione, altre sere solo una parentesi...ma almeno tutto considerato sono certa di fare progressi!
Comunque mondo, lasciatelo dire, la tua ospitalita lascia tanto a desiderare, anzi...you suck at it.
Facessi cadere un po di neve almeno, o ci regalassi un po di fuochi d'artificio alla Gandalf ogni tanto...!
Vabbe, poi mi passa....buonanotte

mercoledì 26 maggio 2010

So damn famous...


E giusto cercare vendetta? Anche dopo anni? Non lo so ma non riesco ad evitare di fantasticare sull'argomento...
Sono brava a parole...cazzo a volte sono cosi brava che mi rimprovero per non aver fatto giurisprudenza, e so comportarmi, so agire, ma soprattutto so reagire...
Quello che non so fare e leggere il futuro...questa mi manca, e ci vorrebbe proprio alle volte. Quelle volte che la paura si fa sentire vicina, quelle volte che si mette ad alitarti sul collo.
La gente non si prende la briga di rendersi conto di quanto una reazione al suo passaggio possa significare nella tua evoluzione. Le influenze che anche uno sconosciuto senza volerlo ci lascia addosso alle volte posono essere terrificanti. Ci sono sere in cui mi stanco di sorridere, di far buon viso a cattivo gioco (di qualsiasi sorta di gioco si tratti), di nascondere quanto scomoda io stia a sedere sulle spine cresciute su misura per ospitare il mio didietro.
Abbiamo ridotto la vita ad un'ammasso di paletti che scegliamo di metterci davanti a vicenda e in successione alle volte ereditaria. E il guaio e che per la maggior parte delle volte, questi ostacoli mancano di innovazione, fantasia. Sono tutt'altro che sfide che fanno crescere, sono ripetizioni infinite degli stessi schemi che portano inevitabilmente al sacrificio di cellule nervose attive senza trarne un insegnamento utile. Ma la mente si abitua a replicare, le viene facile, e si crogiola nell'idea accomodante di questa "sfida fatta", di questo unico modello da assimilare e riapplicare all'infinito.
Ma chissa per quale ragione perversa, si finisce per ricordare soltanto quegli individui che ti hanno messo i paletti tra le ruote, e non chi ci ha dato la spinta positiva, quel giusto livello di carica che ci ha permesso di essere abbastanza creativi da superare il paletto dopo.
Sono conclusioni che lasciano l'amaro in bocca queste...che portano inevitabilmente alla prossima sigaretta, che tirano bestemmie acide che nascondono la delusione del riconoscere un cambiamento in peggio...e di non riuscire, neanche dopo estenuanti lotte, ad evitarlo.

lunedì 26 aprile 2010

Ice cream


Con queste parole imbevute di risentimento e spudoratezza mi accogli in questo mondo pieno di verita che secernono stanchezza e sudore. E io, con questa mente strangolata dai possessori del telecomando, rifiuto di credere che quella vocina in fondo non abbia ragione. Nego dunque che qualsiasi sentenza sia applicabile senza pregiudizi che allontantino dall'immaginazione. Contesto la regola che impone di seguire la stada gia lastricata d'oro e caramelle, e rimango estasiata nel guardare i miei sogni dispiegarsi davanti a me mentre mi crogiolo tra le braccia non sempre accoglienti di Morfeo. Non so se mi spiego o se il termine abbia qualche significato residuo nelle nostre sale del tempo, fattosta che mi ritrovo dominata da una tormenta trasparente ed impetuosa che mi toglie concentrazione e volonta. Non sono ormoni, sono bacilli di rabbia.
Mi vien da pensare che quest'incontinenza di ignoranza e superficialita che ci sommerge sia la stessa che ci porta a convincerci di essere dotati di branchie. Non pretendo di condividere quest'inerzia appetibile, ma mi impongo il tentativo di rendere tangibile quella parete dei desideri che il realismo rifugge.
Il conteggio dei modelli da rifiutare si interrompe e ricomincia di continuo, causa distrazioni ambientali, mentre il corpo si arrende ad accese manifestazioni di empatia nei confronti della mente stressata dal ronzio del disordine. L'isolamento si propone come soluzione facile e mai come disinfestazione dalle tortuosita di un avvenire privo di fantasia ma abbonato ai circoli viziosi.
Tutta questa densita di vocaboli e semantica non aiuta a districarsi, anzi, al contrario, il suo scopo e quello di confondere fino a non vedere piu le estremita, fino a perdere di vista gli orli del pensiero razionale, fino a immergersi in un mondo visto come nel negativo di una foto.
E cosi mi scarico, a tradimento, come la batteria di un mp3....a meta percorso, dopo troppi brani messi su repeat, e senza modo di ricaricarmi, mi fermo, come le lancette di un orologio immerso troppe volte nell'acqua salata...
Si chiama "quiete dopo la tempesta", e prima della prossima...

lunedì 18 gennaio 2010

Silent night nursery of broken melodies...


Ultimamente mi fermo al titolo. Non so perche parto con la convinzione di essere ispirata a metter su un articolo magari che soddisfi la mia selvaggia autocritica, ma poi mi fermo, un po per sterilita di idee, un po perche soccombo alla marea di pensieri che mi vorticano in testa ultimamente...
Stasera volevo parlare delle vie di fuga, quelle che dopo una certa quantita di idee ben confuse, danno riparo alla nostra mente stanca. Quei pensieri "di sicurezza" che ci salvano dalla follia quando dopo esserci messi a letto rimuginiamo sulla nostra condizione, che sia lavoro, salute, amore, o una serie di azioni a caso compiute negli anni e che hanno inevitabilmente arricchito il bagaglio di esperienze.
Quel momento in cui uno si rivolge alla lampadina, la riaccende e prende in mano un sudoku o un libro, o una sigaretta. Quanto basta insomma a distrarsi dal brain storming che ha luogo nella propria testa, in modo da assicurarsi qualche ora di sonno sereno.
Mi chiedo spesso se tanti stati alterati della coscienza, quali malattie mentali o altro derivino dalla diretta mancanza di freni mentali. E mi chiedo anche spesso quale sia la ragione che molte volte ci impedisce di agire su noi stessi.
Just another night of self brainfuck...passo e chiudo.

venerdì 27 novembre 2009

storie maledette


Ho sempre voluto scrivere un post con questo titolo, e ora che lo sto facendo, beh quello che vorrei scrivere mi sembra sempre piu blurry...
Il fulcro di questo tipo di storia sta tutto nei veli, quei veli che si oppongono tra una persona e l'altra. Quei veli che ci tengono nascosta la presenza di certe persone, che non ci permettono di vederle, di considerarle parte del nostro orizzonte, o che piu che altro fanno si che il nostro sguardo scivoli su di loro indifferente. Cosa succede quando questo o questi veli cadono? Cosa accade quando giriamo lo sguardo e ci rendiamo conto di averlo posato su qualcosa di nuovo, che stava li quasi ad aspettare di essere visto?
E cosa si ricorda della brurry vision del passato cosi recente ma cosi confuso?
Cosi poco da non credere alle testimonianze di altri che confermano le cose accadute, ma sulle quali il nostro sguardo, intercettato il velo, aveva deciso di non fermarsi.
Stati di coscienza probabilmente, momenti di vita selettiva nei quali era attivato il pilota automatico.
Forse e solo quastione di tempismo. Come una maledizione...che perseguita...torna sempre, e si dimostra vivida abbastanza da far rabbrividire.
Welcome to the twilight zone.
Tutto questo mi fa salire the irresistible urge to roll myself a cigarette... [funny how "irresistible" spells the same both in french and english][that would be "akatamaxhth" in greek][oh, I'm a word collector just so you know, and this word just scored three out of four languages in my knowledge].
Notte in paranoia investigando il pensiero...
Coincidenze? O semplicemente questione di linee della vita congiunte [bad translation for crossing life-lines]?
Forse soltanto fattori casuali generatori di emozioni. [ok devo ammettere che a sto punto la mia musa ispiratrice si dev'esser fatta una canna prima di chiamarmi sul cellulare del subconscio]
La vita in certi momenti particolari di coscienza mi sembra un liquido che scorre. Se sai nuotare sai che non devi opporti alla corrente, ti fai amico il delfino, ti aggrappi alla sua pinna dorsale e trattieni il respiro...
E mentre sei sott'acqua, che il tempo si restringe, riflettendo, forse quel velo sembrera un po piu trasparente, o forse ti troverai cosi bene che ti abbandonerai all'apnea eterna.

"You scared? -Yes -Not scared enough"

venerdì 13 novembre 2009

"Oddio il natale"...


e stata la reazione che ha avuto mia mamma nemmeno guardando, ma soltanto ascoltando la musichetta di una pubblicita mentre cucinava...
E sara la mia reazione quando tra pochi giorni accenderanno le maledette collane di lucine per strada. Il natale mi fa cagare, non perche io sia convinta che sia solo una roba commerciale ormai (insomma bisognera poi che l'economia giri in qualche modo), o perche vengono fuori le disparita sociali, o perche mentiamo a noi stessi sentendoci caritatevoli e buoni quando ci decidiamo finalmente a dare l'euro al ragazzo di colore che ce lo ha chiesto tutto l'anno. Mi fa cagare perche e una festa kitch: gli abbinamenti dei colori sono indecenti, i materiali che vengono usati in quest'occasione sono scadenti (avete presente quella plastichina vellutata degli addobbi) e puzzano, anche il sapore del cibo spacciato come tradizionale (l'esempio di riferimento e il panettone) e ormai plasticoso e finto. Per non parlare poi dei suoni: canzoncine di natale stridule, che ispirano pensieri suicidi anche ai timpani piu ignoranti, che risuonano ogni qual volta ti venga l'idea malsana di entrare in un negozio o provare ad aprire un biglietto d'auguri pret-a-regaler! La playlist e sempre la stessa: -All I want for Christmas di Mariah Carrey, The Cristmas Song di Nat king, White Christmas di Bing Crosby, Last Christmas dei Wham!, Jingle Bell rock di Bobby Helms, Rocking around the Christmas tree di Brenda Lee, Santa Claus is coming to town dei Jackson 5, Feliz Navidad di Jose Feliciano e Have Yourself a Merry Little Christmas di Frank Sinatra...tutti rigorosamente in una compilation che viene messa su e lasciata su repeat per due mesi.
Insomma: Aiuto.
La fiera del cattivo gusto. Ed e gia cominciata. Fra poco faranno il loro debutto i ragazzini muniti di cappellino rosso da babbo natale comprato dal cinese, quello con le tre stelline rosse che si accendono per i primi 5 minuti se ti va bene. Poi il telegiornale cominciera con i reportage su quanto sono bravi gli artigiani che costruiscono presepi che non sono presepi ma opere d'arte giu a Napoli (sorry guys, ma a me fanno cagare, cambiate mestiere). Poi le celebrita faranno beneficenza comprando per centinaia di migliaia di euro "presepi e alberi di natale d'autore" (ricavati devoluti in favore di case famiglia o simili...almeno ufficialmente...il resto si conosce, vedi Pavarotti).
Poi sara il momento di parlare di quello che quest'anno NON troveremo ne sulla tavola del cenone di capodanno ne sotto l'albero (depression time insomma). Penso che moriro per overdose di rosso, verde, oro argento e roba lampeggiante.
Si salvi chi puo, io tifo per la fata dentina, le lasciavi un dente e ti portava i soldi, uno scambio equo, semplice, lineare, coerente. A lei servivano i tuoi denti (e quello che se ne fa son poi cazzi sua) e a te per sopravvivere in questo mondo ti servono tutt'ora i danari! Ma la fata dentina non ha avuto spirito commerciale quanto Babbo Natale e la Befana.
Ah quasi dimenticavo, naturalmente in tutto questo verra fuori la febbre dell'underwear rosso da presentare come regalo-oltre-al-regalo a ragazzi, fidanzati, mariti che siano. Ma se invece per una volta foste voi a spogliarvi? Con tanto di boxer rossi con sparapazzo di piuma sull'uccello? A noi farebbe piacere, g-a-r-a-n-t-i-to!
Insomma I say FUCK CHRISTMAS, spegnete le luci, bruciate le decorazioni, non cucinate per nessuno, state a casa, evitate familiari rompicoglioni che riciclano regali dell'anno prima, e fatevi l'unico, vero, regalo: chiudetevi in casa per quella settimana e fate quello che in greco si chiama "eortastikos phdoulos" cioe la scopata delle feste. Solo non dimenticate di metterla al plurale ;).
E gratuito, fa bene alle endorfine, fa dimagrire e soprattutto e la cosa piu piacevole che ci sia.
La ninfomane di natale passa e chiude